Le Corti Di Begio

La dimora

“Concordia parvae res crescunt, discordia magnae dilabuntur”

Ovvero “Nella concordia le piccole cose diventano grandi, nella discordia le grandi si disperdono”. Così recita Sallustio in un’iscrizione incisa nella pietra di uno dei muri che racchiudono “La corte grande”, quasi a dare il benvenuto agli ospiti de“Le Corti di Begio”. Questo è lo spirito che ha ridato vita a questa dimora padronale risalente al 1700, a pochi passi dalla piazza del piccolo paese di Patù. I lavori di recupero, eseguiti con sobrietà e utilizzando materiali locali, hanno consentito di lasciare inalterata la dimora originale: un corpo centrale del ‘700 ( La Canonica) e altri tre edifici di dimensioni più contenute a formare una piccola sorta di borgo autonomo con i suoi giardini e le sue corti, che conservano ancora il ricordo di voci e di lavori del passato.

Nel rispetto della struttura architettonica originale sono state conservate e valorizzate le volte a stella settecentesche, i muri irregolari tinti a calce, i camini, le cisterne per la raccolta delle acque piovane. Una delle cantine ipogee dalla caratteristica volta a botte  è stata sanata e trasformata in uno spazio di lettura o in luogo d’incontro per una partita a biliardo. La casa non finisce con le murature, ma prosegue nella piscina e nel giardino con i suoi colori e i suoi profumi, con il suo vecchio fico d’india e i muri a secco, segno discreto di un’armoniosa e antica interazione fra uomo e paesaggio. È stato un lavoro che ha coinvolto emotivamente, quasi una“conservazione filologica” degli spazi originari e della materia con cui sono stati costruiti: carparo, pietra di soleto, pietra leccese, coccio pesto. Ogni casa dovrebbe avere un’anima ed a questa casa abbiamo cercato di lasciare la sua anima antica e soprattutto quello che rappresenta: la nostra terra. (Antonella Mileti)

Ripercorrendo le stradine ed i viottoli che costeggiano le campagne e i centri storici salentini, ci si imbatte in una moltitudine di scenari tipici della forte impronta che l’architettura rurale del passato ancora oggi restituisce al territorio e a chi lo abita. Fin dai tempi più antichi l’uomo ha lasciato un segno indelebile attraverso la costruzione di edifici e strutture contrassegnate da straordinaria maestria e da una mescolanza di stili decorativi risalenti a diversi periodi storici. E’ il caso delle bellissime “case a corte”, proprie della cultura araba, e ben radicate in tutto il Salento. Si tratta di piccole abitazioni contadine disposte attorno ad un unico cortile, luogo utilizzato non solo per deporre gli attrezzi da lavoro ma anche come centro di vita sociale dove poter trascorrere del tempo dopo una lunga giornata di lavoro. La vera anima e l’atmosfera delle “case a corte” si rivive ancora oggi in una delle più affascinanti residenze esclusive del Salento: “Le Corti di Begio” situata nel pieno centro del Comune di Patù. Ciò che caratterizza questo luogo idilliaco è la maestosità della sua struttura architettonica in perfetta sintonia con la cultura e le tradizioni popolari del territorio salentino. Per tali motivazioni questa esclusiva residenza vanta la vittoria, nell’anno 2013, di un ambito premio internazionale di architettura ad Ischia (PIDA), aggiudicandosi il quarto posto e riuscendo a scavalcare grandi protagonisti dell’architettura italiana e internazionale. In questa splendida cornice di Ischia, la dimora “Le Corti di Begio” ha ottenuto il prestigioso riconoscimento per il suo contributo nella valorizzazione della cultura del territorio e nella partecipazione attiva al benessere della collettività.

Planimetria

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