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Le Corti Di Begio

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LE CITTA’ SOTTERRANEE: I FRANTOI IPOGEI

I FRANTOI IPOGEI: UN TESORO NASCOSTO

COSA SONO I FRANTOI IPOGEI?

Nella quasi maggioranza dei paesi della nostra provincia vi è la presenza di frantoi ipogei.

Questa città sotterranea è, appunto, l’aspetto più singolare e suggestivo e rappresentano casi eccezionali,

non solo a livello regionale, nel campo dell’archeologia industriale.

Quei tesori “nascosti” rivivono attraverso testimonianze di ieri, quelle del duro lavoro dei trappetari o frantoiani, chiusi in quei antri per 6 mesi l’anno.

Ogni fase del lungo e faticoso processo produttivo, coordinato dal nachiru, ossia dal capo dei frantoiani,

rispondeva ad un elemento ben preciso.

La frangitura delle olive si identificava con la vasca dotata di un’imponente macina,

azionata dal mulo o dall’asino.

L’olio si estraeva in seguito alla spremitura , rappresentata dai torchi alla calabrese e alla genovese e

di rispettivi pozzetti di decantazione.

Frantoi IpogeiI dati ricavati dalle fonti archiviate del ‘700 e dell’ ‘800 danno il senso vero della città sotterranea:

nell’onciario del 1745 sono stati censiti 17 trappeti per “triturar le olive”; un dato convenzionale che segna l’inizio di un processo di costruzione importante e secolare.

E’ proprio nel Salento che si ha il maggior numero di trappeti a grotta.

L’uso di scavarli nella calda roccia calcarenitica è molto antico ed è sicuramente legato alla presenza dei monaci greci che, per primi introdussero nel Salento la coltivazione della vite e dell’olio e, di conseguenza,

le relative tecniche di trasformazione che portano alla produzione di olio d’oliva.

La loro tipologia infatti, è semplice e svincolata da ogni sorta di codifica, con qualche eccezione per quelli che presentano schemi costruttivi più complessi e articolati.

Il motivo più comunemente noto che faceva preferire il frantoio scavato nella roccia a quello costruito,

era la necessità del calore.

Infatti, l’olio solidificando intorno ai 6°, necessitava per la sua estrazione, di un ambiente riscaldato .

Il che poteva essere assicurato solo in un sotterraneo “riscaldato” dai grandi lumi che ardevano notte e giorno,

dalla fermentazione delle olive e, soprattutto, dal calore prodotto dalla fatica di uomini e animali.

A questo si aggiunge anche il motivo di ordine economico:

il costo della manodopera per scavarli era relativamente modesto, non richiedendo l’utilizzo di manodopera specializzata, ma solo lavoro fisico.

I primi frantoi ipogei di questo genere vennero scavati intorno al XIII secolo nei centri abitati,

costituendo sicuramente il nucleo dei frantoi più antichi.

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