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LA STORIA DI PATU’: CENNI STORICI

PATU’

LA STORIA DI PATU’

Cosa merita di essere ricordato dell’antica storia di Patù?

Patù è un comune nell’estremità meridionale della provincia di Lecce, del basso Salento o del Capo di Leuca,

con circa 1700 residenti:

il territorio comunale confina a nord-ovest con il comune di Morciano di Leuca, a nord e a sud-est con il comune

di Castrignano del Capo, a sud-ovest con il Mare Ionio o Golfo di Taranto.

Il paese dista Km 64 da Lecce e circa 4 Km dalla sua marina, San Gregorio.

Il territorio comunale dista Km 4 dalla costa per lo più di bassa roccia ad eccezione di alcune decine di metri di sabbia in località Felloniche e San Gregorio,

ove si è sviluppata una moderna area urbana residenziale con servizi turistico- balneari estivi.

Un lungo costone roccioso, alto trenta metri caratterizzato da muri in pietra a secco e ulivi,

offre una bella visione panoramica del paesaggio rurale di Patù a coloro che dal paese volgono uno sguardo da

nord-ovest a sud-ovest verso Vereto.

Tale località d’interesse archeologico e paesaggistico prende il nome dall’antica città messapica che continuò

ad essere abitata anche dopo la conquista Romana del Salento fino in epoca medioevale,

periodo in cui la tradizione locale mette in relazione la nascita dei paesi di Morciano, Giuliano,Patù e Castrignano

con l’abbandono dell’antica Vereto.

Lo stemma comunale rappresenta un gatto che addenta un pesce;

la descrizione araldica contenuta nel Decreto del Presidente della Repubblica del 16 Aprile 1991 è la seguente:

“d’oro al gatto seduto, rivoltato di tre quarti, di azzurro, con un pesce in bocca, in sbarra, rovesciato, con la testa all’ingiù, d’argento”.

Lo storico locale Giacomo Arditi nel 1879 scrive a proposito degli abitanti di Patù:

“i più fanno gli agricoltori, gente astuta, ingegnosa e scaltra, perciò forse il rappresentativo del gatto”;

poi prosegue scrivendo che Patù era un granaio dei Veritini, che divenne villaggio nel IX secolo,

dopo la distruzione di Vereto da parte dei Saraceni, prendendo il nome dal vocabolo greco che significa patimento, compassione,

riferito al sentimento provato dai Veritini per la distruzione della loro antica città.

 

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